Rumore dalla FI-PI-LI: ora basta. Il risanamento non è una gentile concessione, è un obbligo o risarcimenti

Rumore dalla FI-PI-LI: ora basta. Il risanamento non è una gentile concessione, è un obbligo o risarcimenti

Da troppo tempo oltre 20 anni le istituzioni si trincerano dietro l’immobilismo mentre i cittadini di Inno, a Lastra a Signa, e in generale lungo la SGC Firenze Pisa Livorno vivono quotidianamente esposti al rumore e ai suoi effetti nocivi, giorno e notte, ben oltre i limiti consentiti dalla legge.

Non è più solo un problema ambientale. È un problema di salute pubblica.

A dirlo non sono solo i cittadini: lo conferma l’Azienda USL Toscana Centro, che nel documento ufficiale Prot. SISPC 3288692/2023 scrive:

“L’inquinamento acustico interferisce negativamente sullo stato di benessere della popolazione esposta.”

La normativa è chiara: il risanamento acustico delle infrastrutture stradali è un obbligo giuridico del proprietario dell’infrastruttura, come stabilito dal DM 29/11/2000 e dalla Legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995.

Le recenti pronunce giurisprudenziali lo confermano.

In particolare, l’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 631/2025 stabilisce che:

“Il diritto fondamentale alla salute è da considerarsi valore prevalente rispetto a qualsiasi esigenza della produzione,

in quanto funzionale al diritto ad una normale qualità della vita.”

I massimi tribunali amministrativi sottolineano nelle loro sentenze che

“La Pubblica Amministrazione è obbligata ad adottare ogni misura utile a proteggere il territorio e la popolazione da danni ambientali, anche quando siano passati molti anni dalla pianificazione originaria.”

“La tutela ambientale e paesaggistica costituisce un valore primario e assoluto, che precede interessi meramente procedurali o amministrativi.”

Parallelamente, anche il mondo tecnico-scientifico ha espresso allarme:

l’ing. Sergio Luzzi, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze, ha recentemente dichiarato su La Nazione:

“L’inquinamento acustico è sottovalutato. Serve una tutela giuridica concreta per proteggere la salute pubblica.

È necessario rafforzare i poteri sanzionatori e creare strumenti efficaci per identificare i responsabili dei reati ambientali.”

A questa crescente consapevolezza si aggiunge ora anche la giurisprudenza civile, come dimostra il recente caso della coppia di Savona, che ha ottenuto un risarcimento di oltre 1 milione di euro per il rumore eccessivo generato da un’autostrada vicina. Il tribunale ha riconosciuto:

• il danno alla salute psico-fisica;

• il danno esistenziale legato alla privazione del diritto al riposo e alla quiete;

• la svalutazione dell’abitazione, resa invendibile e invivibile.

Questa pronuncia è un segnale forte: non solo il risanamento è obbligatorio, ma il risarcimento è una conseguenza diretta del suo mancato rispetto.

In questo scenario, l’espansione del porto di Livorno con la Darsena Europa, destinata a movimentare fino a 1,6 milioni di container all’anno, rappresenta un elemento di aggravamento imminente e ineludibile. Il traffico su gomma lungo la FI-PI-LI, già oggi insostenibile per le comunità come quella di Inno, è destinato a crescere esponenzialmente, soprattutto nelle ore notturne.

È urgente e prioritario che:

• il trasporto merci venga spostato su ferrovia, come richiesto da anni anche da associazioni tecniche e ambientali;

• si promuova un trasporto pesante più silenzioso, sostenibile e moderno, in linea con le direttive europee;

• vengano introdotti limiti orari e regolamenti stringenti per il transito notturno di mezzi pesanti lungo i tratti stradali non ancora risanati acusticamente.

Lasciare che questo aumento di traffico ricada esclusivamente sulle comunità locali senza protezioni adeguate significa condannare i cittadini all’esposizione forzata e continuativa a inquinamento acustico e atmosferico. Ed è una violazione dei diritti costituzionalmente tutelati.

Il tempo della pazienza è finito.

Alla luce dell’attuale ordinamento giuridico e della giurisprudenza consolidata, si aprono oggi scenari di tutela collettiva, incluse forme di class action a tutela dei diritti lesi di intere comunità.

Chiunque si senta parte di questa battaglia civile può contattarmi.

La legge è dalla parte di chi resiste. E la resistenza dopo anni di istanze, attese e immobilismo ha appena cominciato a farsi sentire.

Saul Rinaldi

Fonti:

https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/ingegneri-firenze-inquinamento-229ead13

https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/rumori-autostradali-potresti-avere-diritto-risarcimento-nuova-sentenza/5135.html

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/allarme-fipili-darsena-europa-vxdg5w25

Saul Rinaldi