🔴 La disastrosa esplosione del distributore di benzina GPL a Roma è solo l’ultimo campanello d’allarme
Negli ultimi anni – e purtroppo anche nei mesi recenti – abbiamo assistito a eventi drammatici legati allo stoccaggio, al trasporto e alla distribuzione di carburanti fossili e gassosi:
Viareggio, 2009: l’esplosione di un carro cisterna ferroviario carico di GPL causò 32 morti, molti dei quali mentre dormivano nelle loro case, a pochi metri dai binari.

Bologna, 2018: un carro bombolaio su gomma (autocisterna) esplode in tangenziale dopo un tamponamento. Due vittime, oltre 60 feriti e un ponte distrutto.

Calenzano, maggio 2025: esplosione presso il deposito carburanti . 5 morti, 26 feriti anche gravi , danni estesi alle abitazioni.

Roma, 4 Luglio 2025: esplosione di un distributore di GPL, 45 feriti, con un uomo gravemente ustionato e ingenti danni alle abitazioni per centinaia di metri è l’ennesimo boato in pieno tessuto urbano.

🧯 Tutti questi episodi dimostrano una cosa semplice e tragica:
Lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di GPL, GNL, GNC e ora Idrogeno comportano rischi troppo alti per essere considerati attività “a basso impatto”.
Eppure, molti di questi impianti non sono soggetti a VIA o VAS.
📌 Le distanze minime di sicurezza dalle abitazioni sono, a mio avviso, gravemente sottostimate.
Si continua a ragionare su tabelle e semplificazioni tecniche, ignorando la realtà del rischio in ambito urbano o periurbano.
Con l’idrogeno, poi, i pericoli aumentano:
è incolore, inodore e altamente volatile; ha un potere detonante elevatissimo, si accende con estrema facilità, anche per elettricità statica; è invisibile in caso di fuga, e può detonare nei polmoni se inalato; è la molecola più piccola in natura: permea guarnizioni, attraversa microfessure, ossida e deteriora i materiali più rapidamente del GPL.
💬 Non è una crociata contro il progresso.
È una richiesta urgente di sicurezza, responsabilità e buon senso normativo.
📈 Al contrario, la mobilità elettrica si dimostra molto più sicura su tutta la filiera:
Nessun trasporto su gomma o rotaia di sostanze esplosive; Nessun rischio di fughe, esplosioni o detonazioni durante la ricarica; Nessuno stoccaggio pericoloso vicino alle abitazioni.
La transizione energetica non può più affidarsi a soluzioni intrinsecamente instabili, pericolose per chi lavora, per chi abita vicino, per chi semplicemente passa.
🔧 Serve una riforma normativa seria e immediata:
✅ Obbligo di VIA/VAS anche per impianti sotto soglia, se in prossimità di abitazioni;
✅ Definizione di distanze di sicurezza basate sul rischio reale, non su standard astratti;
✅ Collocazione in aree isolate, non solo “a bassa densità abitativa”;
✅ Controlli strumentali continui e trasparenza pubblica su tutti i progetti.
⚠️ La sicurezza non è un dettaglio. È la base della convivenza civile.
Non possiamo più permetterci di aprire gli occhi solo dopo il prossimo disastro.
📎 Questa riflessione nasce da una preoccupazione civica e tecnica. Non intende ledere l’immagine di alcun soggetto, ma stimolare un dibattito pubblico serio e necessario sulla sicurezza e sulla transizione energetica.
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