Aereoporto di Peretola nuovi ricorsi al TAR: Pensiero Civile

Aereoporto di Peretola nuovi ricorsi al TAR: Pensiero Civile

I recenti ricorsi presentati da associazioni ambientaliste, ordini professionali, enti locali e dall’Università di Firenze contro il masterplan dell’aeroporto Amerigo Vespucci non sono frutto di pregiudizi ideologici, ma di una lettura approfondita degli atti e di una legittima richiesta di tutela del territorio. Il ricorso delle associazioni contesta la “presunta compatibilità ambientale” dichiarata dal decreto Via‑Vas 678/2025 del MASE e segnala che la nuova pista cancellerebbe il Parco agricolo della Piana, con effetti su aree umide, habitat e attività agricole . Le realtà che hanno promosso l’azione – dal WWF, Legambiente alla Lipu, fino all’Ordine degli Architetti di Prato Importanti Comitati Fiorentini, VAS Onlus e altri – sostengono che il progetto accrescerebbe i rischi idrogeologici e l’inquinamento e consumerebbe nuovo suolo .

I comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e la Provincia di Prato hanno notificato ricorsi evidenziando carenze istruttorie e documentali che avrebbero sottostimato l’impatto dell’opera . Secondo questi enti, la nuova pista cancellerebbe il parco, comprometterebbe le attività agricole e ricreative, metterebbe a rischio il polo universitario e favorirebbe un modello di turismo mordi e fuggi che privilegia pochi a scapito dell’interesse generale .

L’Università di Firenze ha chiarito che il proprio ricorso non nasce da un pregiudizio infrastrutturale, ma dalla necessità di segnalare un impatto “rilevante e documentato” sulle attività didattiche e di ricerca: il progetto renderebbe inagibili parti significative del polo di Sesto e comporterebbe costi che non possono ricadere solo sull’Ateneo . La rettrice ha ribadito disponibilità al dialogo e chiesto un equo indennizzo per garantire la continuità delle attività .

Queste posizioni sono sostenute anche dal sindacato FLC‑CGIL, che sottolinea come il ricorso al TAR sia uno strumento legittimo previsto dal nostro ordinamento e non un’azione politica di parte . I sindaci della Piana ricordano inoltre che rappresentano oltre centomila cittadini e che l’Università, in quanto istituzione pubblica, tutela interessi generali .

Alla luce di ciò, ritengo che la politica debba rispettare chi si assume il peso economico e tecnico di questi ricorsi. Chi non ha mai affrontato un ricorso amministrativo dovrebbe astenersi da giudizi sommari e portare rispetto verso chi ha studiato carte e progetti e ha rilevato criticità spesso ignorate in fase decisionale. Parlare di partecipazione senza tenere conto degli interessi delle comunità significa svuotare di senso il confronto con i territori.

È altresì doveroso riconoscere il ruolo delle associazioni e dei comitati che, anche in passato, hanno evidenziato problematiche legittime (come nel caso dell’inceneritore nella Piana fiorentina) impedendo la realizzazione di opere giudicate incompatibili. Queste sentinelle dell’ambiente danno voce alle fasce di popolazione più deboli e contribuiscono alla tutela della salute pubblica e degli ecosistemi.

La necessità di un confronto trasparente

Molti ricorrenti hanno chiesto che le istituzioni riaprano un dibattito pubblico aperto e trasparente. L’Università di Firenze ha espresso “disponibilità al dialogo istituzionale”  e i comitati del territorio stanno rilanciando un “Dibattito Pubblico di Comunità” per informare i cittadini, discutere il progetto e formulare proposte alternative . Se davvero si vuole costruire un percorso partecipativo, non basta invocare genericamente la consultazione: occorre coinvolgere tutte le parti interessate, ascoltare le ragioni dei singoli e delle comunità e garantire che gli esiti di questo confronto abbiano un reale peso nelle scelte finali. Altrimenti il richiamo alla partecipazione resta solo retorica.

Infine, occorre interrogarsi sulla sostenibilità nel lungo periodo del potenziamento aeroportuale di Firenze. L’idea di “sanare” le attuali criticità acustiche penalizzando altre aree non può essere considerata risolutiva, né si può ignorare l’incremento del traffico stradale che accompagnerebbe l’aumento dei voli. Una riflessione strategica dovrebbe valutare se mantenere Firenze come city airport, investendo invece in collegamenti veloci con gli aeroporti di Pisa e Bologna, possa offrire una soluzione più equilibrata e rispettosa del territorio.

In conclusione, i ricorsi amministrativi sono un diritto riconosciuto dall’ordinamento per tutelare interessi legittimi e devono essere considerati con rispetto. Per realizzare opere davvero nell’interesse generale, serve ascoltare chi conosce i territori, garantire trasparenza nelle decisioni e coinvolgere seriamente cittadini, associazioni e istituzioni in un confronto pubblico effettivo.

Saul Rinaldi

Saul Rinaldi