L’integrazione è la vera rivoluzione

L’integrazione è la vera rivoluzione

Viviamo tempi difficili, in cui la politica spesso ci vuole nemici. Popolo contro popolo, poveri contro poveri. In questo clima di divisione alimentato da populismi e sovranismi, l’unica luce possibile è quella dell’incontro, della solidarietà, dell’integrazione.

Non è solo una questione di accoglienza: è un atto rivoluzionario. Lo è ogni volta che persone di culture diverse si siedono alla stessa tavola, cucinano insieme, si parlano, si ascoltano. Lo è ogni volta che si rompe la diffidenza per costruire fiducia. Lo è ogni volta che si sceglie l’umanità, e non l’odio.

L’articolo pubblicato oggi dal “QN” racconta una di queste rivoluzioni silenziose ma potentissime: 80 ragazzi del centro di accoglienza di Castagno d’Andrea che, per celebrare la fine del Ramadan, hanno cucinato per tutto il paese, accogliendo residenti, volontari, sacerdoti e imam. Un grande pranzo in famiglia, una festa vera, una comunità che si ritrova.

Questa è la società che vogliamo. Dove le differenze non separano, ma arricchiscono. Dove la politica non divide, ma protegge e include. Dove le religioni non si scontrano, ma si riconoscono. Dove l’alchimia tra le persone nasce spontanea, naturale, come un gesto di cura.

L’integrazione, oggi, è resistenza. È il rifiuto di essere manipolati dalla paura. È l’umanità ritrovata tra le persone, per le persone. È il seme di una nuova civiltà che, nonostante tutto, continua a germogliare.

Saul Rinaldi

Articolo da QN

Saul Rinaldi